La carota senza il bastone

Sto conducendo una piccola produzione casalinga di conigli con l’obiettivo di avere una carne sana e di grande valore nutritivo.

Ho iniziato scegliendo una razza conosciuta per la qualità della carne, il Leprino di Viterbo, che utilizzo in purezza o in primo incrocio con conigli rustici nostrani.

Superati i primi problemi (predatori, fughe, qualche malattia…) è aumentato il mio interesse per le tecniche di ricovero degli animali e di composizione dell’alimentazione, con l’intenzione di arrivare a produrre una carne di eccellenza sotto l’aspetto biologico e sanitario e per le caratteristiche organolettiche.

Per la conduzione di questo mini allevamento seguo pienamente le linee guida per la produzione biologica del coniglio ed ho adottato delle soluzioni ancor più favorevoli per il benessere dei conigli.

Alimentazione:

  • È basata su fieno di prato, fieno di medica, erba fresca seminata appositamente per i conigli e un pò di mangime pellettato;
  • L’acqua viene fornita attraverso abbeveratoi per evitare la formazione di alghe e di cariche batteriche nocive ed è acidificata (ph 4,3) per favorire lo sviluppo di una flora batterica intestinale ottimale.

Tecniche di conduzione:

Tendono a raggiungere il miglior grado di benessere degli animali attraverso il controllo dell’ambiente e un ciclo produttivo non stressante per i conigli.

  • Gabbie di grandi dimensioni  (cm 125x62x60h) per le fattrici con grandi nidi coperti (cm 57x44x30h) collegati come un’estensione alla gabbia;
  • Massimo dell’igiene tra un parto e l’altro con pulizia completa della gabbia (beccuccio a gas) e del nido in plastica  (varechina);
  • Crescita fuori gabbia dei coniglietti con aree recintate e seminate ad erbe foraggere, in continua rotazione per garantire sempre nuovo pascolo ai coniglietti in crescita;
  • Frequenza ridotta dei parti e svezzamento tardivo dei coniglietti, a 50 giorni.